Ricky

l'acqua cheta che macina i ponti

Aboliamo le corporazioni

Le prime corporazioni delle arti e dei mestieri hanno preso vita in Italia intorno al 1200, cioè in piena epoca dei comuni. Oggi, 800 anni dopo, sono ancora vive e vegete.

Ancora oggi per svolgere alcuni mestieri si è costreti a sottostare all’iscrizione a corporazioni. L’unica differenza è che se in passato gli artigiani venivano difesi dalla loro associazione, oggi vengono sfruttati.

Avvocati, medici, notai, giornalisti, autotrasportatori, ecc… che vantaggio hanno a far parte di una congrega di loro simili? Nessuno.

I vantaggi sono solo di chi gestisce la congrega, che si fa forte di avere migliaia di iscritti, senza però svolgere il lavoro dei suoi associati. Le corporazioni sono illiberali e da abolire.

Non difendono i diritti dei loro associati ma al contrario si comportano da parassiti. Dopo 800 anni credo che possiamo farne a meno.

Chi studia come avvocato, medico, notaio ha diritto di accedere alla professione senza chiedere il permesso a chi è già sul mercato del lavoro. Anche un bambino capisce che gli accessi a certi mestieri sono volutamente limitati per tutelare una casta che non ha il coraggio di confrontarsi con il mercato.

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9 luglio 2010 - Posted by | Politica | , , , , ,

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