Ricky

l'acqua cheta che macina i ponti

Stop al pallone

Calcio malato

Image by boskizzi via Flickr

Come ci si può esimere dal parlare di uno dei casi di attualità più scottanti, qual’è lo sciopero indetto dai calciatori?

In Italia ci sono circa 6.000 calciatori professioniti, che hanno il contratto di categoria scaduto e vogliono negoziare alcuni punti del contratto con le società. Se l’accordo non si trova, come per ogni categoria scatta lo sciopero.

Bene, detto questo, è possibile andare avanti e mettere in risalto altre categorie di lavoratori ben più disagiate e con molti più problemi?

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12 settembre 2010 Posted by | Società | , , | Lascia un commento

Una tessera per incatenarli

Ci ho messo un po’ ma oggi scrivo per la prima volta di un argomento che tocca passione e sentimenti … il calcio (cosa pensavate?)

Lo faccio alla vigilia della prima sfida della stagione 2010-11, infatti stasera si gioca Inter-Roma per la supercoppa italiana. Da tifoso interista, avevo in un primo tempo, pensato di andare a san Siro a vedere la partita, magari in compagnia di amici e amiche (anche di fede giallorossa), come già successso in passato. Poi un dubbio si è insinuato in me e col passare del tempo si è fatto sempre più insistente. Alla fine la domandona me la sono posta: “ci vorrà la tessera del tifoso?”.

Questa benedetta tessera, altro non è se non un sistema di fidelizzazione che le società adotteranno, previo passaggio di dati in questura. A quel punto mi è passata la voglia di andare allo stadio. Non voglio nemmeno sapere se serve o no questa “fidelity card”, non me ne frega niente. Allo stadio non ci vado e basta.

Non mi va di essere schedato in questura solo perchè vado a vedere una partita di calcio. Io ho iniziato ad andare allo stadio a 2 anni, nel corso della mia vita sono stato abbonato in curva alla Reggiana, sono andato in trasferta, ho assistito a partite “calde”, a derby sentiti, eppure non ho mai dato ne ricevuto nemmeno un buffetto.

Più che la tessera del tifoso, dovevano organizzare spazi appositi per chi si vuole menare, così lo si fa liberamente, consciamente e senza rompere le scatole a nessuno. Chi rimane in piedi prende i suoi compagni e se li riporta a casa. Nessuna assistenza, nessun contatto con la polizia, nessuna ambulanza. Uno se vuole va, mena e se riesce guarda la partita e/o torna a casa.

Io vorrei andare a vedere una partita in Italia senza avere reti, cancelli, tornelli, tessere da fare, la questura che deve raccogliere i miei dati, ecc…

Voglio vedere solo una partita di calcio, ma purtroppo da noi è difficile pure quello.

21 agosto 2010 Posted by | Società | , , , , | 1 commento

   

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