Ricky

l'acqua cheta che macina i ponti

LE DIAVOLERIE

Le diavolerie

di Alessandro Fersen creazione collettiva con la regia Marco Maccieri

con Silvio Crispino, Chiara Gazzotti, Daniele Gherardini, Riccardo Iotti, Carolina Maione, Martina Manfredi, Rossella Palladini, Debora Pastori, Arianna Piattelli, Alice Rubizzi, Stefania Torricelli, Riccardo Versari, Ilaria Zanotti

Le “Diavolerie” di questa sera s’intitolano a quelle feste – spettacolo medioevali, perchè – come quelle – non hanno a esclusivo protagonista il diavolo familiare della tradizione, ma la presenza diabolica sulla terra nelle sue multiformi manifestazioni. Il Diavolo. Dal greco Diabolos. Le parole rivelano l’essenza delle cose. “Diabolos” è una parola composta: da una preposizione “dia” che significa “attraverso, e da un verbo “ballo” che significa “gettare, lanciare”. “Dia-ballo”: getto attraverso. Il diavolo è colui che si getta, che si pone attraverso. Colui che si frappone. Le diavolerie di stasera sono appunto l’esito di un viaggio di un gruppo di allievi attori, viaggio un po’ storico e un po’ no, che tratta di come gli uomini hanno creato secoli fa il diavolo e successivamente lo hanno continuamente trasformato fino a non sapere più dove trovarlo.

Martedì 27, mercoledì 28, giovedì 29 e venerdì 30 maggio ore 21

Via J. E. Massenet, 23 (Angolo Via Bizet), 42124 Reggio Nell’Emilia
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19 maggio 2014 Posted by | Teatro | , , , | Lascia un commento

UNA DELLE ULTIME SERE DI CARNOVALE

Giovedì 15 e venerdì 16 maggio ore 21

“Una delle ultime sere di Carnovale” di Carlo Goldoni
regia Cecilia Di Donato
con Ivano Bacci, Omar Borciani, Laila Catellani, Valeria Di Lanno, Andrea Ferretti, Patrizia Ficarelli, Daniela Fontanili, Silvia Ghirardelli, Daniela Guidetti, Lanzi Giorgio sostituito da Riccardo Iotti, Giuseppe Malato, Stefano Papa, Lara Sassi

“Questa Commedia è un’allegoria, che ha bisogno di spiegazione. Essendo io in quell’anno chiamato in Francia, e avendo risolto di andarvi, per lo spazio almeno di due anni, immaginai di prender congedo dal Pubblico di Venezia col mezzo di una commedia; e come non mi pareva ben fatto di parlare sfacciatamente ed alla scoperta di me, e delle cose mie, ho fatto de’ Commedianti una società di Tessitori, o sia di fabbricanti di stoffe, e mi sono coperto col titolo di Disegnatore. L’allegoria non è male adattata. I Comici eseguiscono le opere degli Autori, ed i Tessitori lavorano sul modello de’ loro Disegnatori.

Vero è, che la Commedia non potea passare che in quella tale occasione, e credo, dopo quel tempo, non sia stata rappresentata; ma vi sono delle cose in essa, che anche senza l’allegoria possono recare qualche diletto, e credo non dispiacerà ai Leggitori d’averla. I caratteri sono veri, semplici e piacevoli, indipendentemente dal fondo della Commedia: un Marito e una Moglie che si amano, e taroccano sempre insieme. Una Donna, che sa essere ammalata, quando s’annoia; e diventa sanissima quando trova da divertirsi. Un giovane brillante, faceto, che diverte gli altri, divertendo se stesso: un buon uomo, capo di famiglia, che sa unire alla più esatta condotta l’allegria e l’onesto divertimento. La caricatura di una vecchia, che vuol fare la spiritosa: due Amanti, infine, che alla vista di una società numerosa trovano i momenti per intendersi insieme, e procurarsi onestamente il fine dei loro amori. Tutto ciò, aggiunto alla pittura del sistema e del costume di quel ceto di persone, che ho introdotte in quest’opera, basta, mi pare, per dar materia ad una Commedia, anche senza il merito dell’allegoria”

13 maggio 2014 Posted by | Teatro | , , , | Lascia un commento

   

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