Ricky

l'acqua cheta che macina i ponti

A teatro per i terremotati!!!

Spettacolo Teatrale "La piccola città" - PRO-ROVERETO SUL SECCHIA

Spettacolo teatrale il cui RICAVATO sarà INTERAMENTE DESTINATO alla costruzione di infrastrutture necessarie alla crezione di una “provvisoria” ROVERETO SUL SECCHIA.

Vi aspettiamo al Teatro Piccolo Orologio – Giovedì 28 giugno ore 21.00 – Venerdì 29 giugno ore 21.00

Il biglietto costerà 10€ e il ricavato verrà interamente destinato ad opere di movimentazione terra e preparazione dei terreni per la costruzione di una Rovereto 2, che possa ricreare le premesse ad una rinascita della dimensione sociale del paese dopo il terremoto.

Per info e prenotazioni:

– all’indirizzo: circo.stanze.teatro@gmail.com

– contattando il numero 340.963.2040

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«La piccola città [Grover’s Corners] non vuole essere il quadro della vita in una comunità del New Hampshire, nè un’ipotesi sulle condizioni di esistenza dopo la morte (quello è semplicemente un elemento che ho preso dal Purgatorio di Dante). È il tentativo di trovare un valore supremo per tutti i piccoli eventi della nostra vita quotidiana. È una pretesa, una rivendicazione, cui ho cercato di dare la massima assurdità possibile, mettendo la cittadina sullo sfondo delle sterminate dimensioni del tempo e dello spazio. Le parole che ricorrono continuamente in questa commedia sono “centinaia”, “migliaia”, “milioni”. Le gioie e i dolori di Emily, le sue lezioni di algebra e i suoi regali di compleanno, che valore ha tutto questo quando consideriamo i milioni di ragazze che hanno vissuto, che vivono e che vivranno? Ogni aspirazione individuale a una realtà assoluta può solo essere interiore. E qui il metodo di allestimento trova la sua giustificazione […]. La nostra pretesa, la nostra speranza, la nostra disperazione sono nella mente, non nelle cose, non nella “scenografia”. Molière diceva che per fare del teatro gli bastavano una pedana e un paio di passioni. A questa commedia bastano due metri quadrati di assi e la passione di sapere che cosa significhi per noi la vita». Thornton Wilder

Gli interpreti:

– Tamara Bonacini

– Franco Bonilauri

– Donatella Borghi

– Ezio Brambilla

– Oleg Buhna

– Elena Caserini

– Riccardo Iotti

– Francesco Lucenti

– Stefania Nizzoli

– Paolo Sola

– Greta Tamagnini

– Nicola Trolli

– Roberta Urselli

– Cecilia Di Donato (regia)

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18 giugno 2012 Posted by | Teatro | , , | Lascia un commento

L’Aquila

Coat of arms of L'Aquila

Image via Wikipedia

Approfittando di qualche giorno di ferie sono andato a visitare L’Aquila. L’idea è nata al tavolino di un pub parlando con un mio amico. Ci interrogavamo sul contrasto tra le proteste degli aquilani a Roma (che le hanno pure prese dalla polizia) e le notizie che i telegiornali davano sulla ricostruzione post terremoto. Dopo qualche perplessità e un paio di birre ci è venuta la brillante idea di andare a vedere con i nostri occhi lo stato della città a un anno e mezzo dal terremoto.

Ebbene, il motto “immota manent” riassume purtroppo quello che si può vedere.

La gran parte del centro storico è a tutt’oggi transennata e definita come “zona rossa” cioè inaccessibile. L’80% dei palazzi visibili sono stati puntellati e così sono rimasti. Non c’è quasi nessun cantiere aperto che faccia presagire una ricostruzione. Il corso principale (praticamente l’unica via del centro aperta) è presidiato dall’esercito. In compenso a un anno e mezzo di distanza è possibile vedere ancora delle macerie, come è possibile vedere le transenne dove una volta sorgeva la casa dello studente utilizzate come muro del pianto.

Ma la cosa più angosciante è camminare a L’Aquila. Il silenzio è una presenza. Sentire il rumore dei propri passi in un centro storico di una città è inquietante. Il passeggiare senza che ci sia un bar aperto mette a disagio. La sensazione è quella di camminare in una città fantasma, dove non incontri nessuno per strada, ti senti solo in mezzo a silenti edifici in rovina. Il “non rumore” mi ha accompagnato per tutto il tempo della mia visita. Una costante insieme a transenne, crepe e buchi nei palazzi che alla fine del “tour” ti fanno sentire il cuore più pesante di quando sei arrivato.

Risalito in macchina assieme ai due amici che erano con me, vi assicuro che per un po’ nessuno di noi aveva una gran voglia di parlare, nonostante fossimo in vacanza.

Ora so che se l’emergenza in un qualche modo è stata gestita, la ricostruzione non è mai partita e non so nemmeno se partirà. Ora capisco le proteste e il dolore degli aquilani nel vedere la loro bella città abbandonata, come se fosse stata giudicata irrecuperabile.

5 gennaio 2011 Posted by | Società | , , , | Lascia un commento

   

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